Francesco Caruso, «cospiratore capo della rete Sud Ribelle, sovversivo e attentatore all’ordinamento economico mondiale», secondo la Procura di Cosenza, nella realtà è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria. Attualmente è visiting fellow presso il Centro de Estudio de las Migraciones y las Relaciones Interculturales dell’Università di Almerìa.

«Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare» (4 giugno 1928, arringa finale del Pubblico Ministero Michele Isgrò del Tribunale Speciale Fascista nel procedimento a carico di Antonio Gramsci per i reati di attività cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato e incitamento all’odio di classe). Oggi per spegnere i cervelli non servono più leggi, tribunali e carceri speciali: basta lasciare accesi Tv, computer e smartphone. E i libri non vanno più al rogo ma a marcire negli scantinati. Ma nelle Derive del consumismo comunicativo a 140 caratteri, dell’apatia sociale e culturale, ci sono ancora Approdi liberi, laboratori e incubatori di pensiero critico che vanno preservati e valorizzati. Per vent’anni DeriveApprodi ha rappresentato, per più di una generazione di militanti, un approdo, un appiglio per non farsi trascinare e resistere alle onde del neoliberismo alla deriva. Per i prossimi venti di questi approdi ce ne sarà sempre più bisogno.