Luigi Anania, scrive racconti e fa vino. Presso l’azienda viti-vinicola La Torre produce Rosso e Brunello di Montalcino. È autore dei volumi: Confesso che ho bevuto (DeriveApprodi 2004), Avant’ieri. Storie di emigrazione e cultura contadina (DeriveApprodi 2009), Pixel (DeriveApprodi 2012).

Tengo molto a cuore questo progetto perché spero che nasca qualcosa che si distingua da un linguaggio omologato e da schemi narrativi sempre eguali. La mia speranza è che i nostri progetti promuovano un linguaggio che tenga conto della sperimentazione linguistica e di un’indagine psico/sociale che premi l’autonomia delle menti. Con le nostre idee dovremmo indurre a pensare con la propria testa e a porre un argine alle tendenza già riscontrata negli anni settanta da Michail Michajlovic Bachtin quando disse che gran parte di quel che diciamo è qualcosa di ripetuto.