«Ho fatto cinema e nastri – come disse quello,“senza chiedere il permesso” – per piacer mio, in modi diversi, ubbidendo a ondate di interessi del tutto diversi. La coerenza se c’è è nell’aver ancora voglia di fare immagini…» Gianfranco Baruchello che cita il saggio di Roberto Faenza Senza chiedere permesso.

Officina Multimediale: appassionati trafficanti di immagini e parole, instancabili rabdomanti di memorie. Agitatori. Soprattutto, scrutatori insofferenti alla dialettica convenzionale osservatore/osservato. Battitori pazienti dell’occasione in cui la verità del soggetto che si pone abitualmente in una posizione ricevente, decide di erompere. La nostra autorialità è da sempre la disposizione a ridisegnare la mappa non solo del percorso creativo, ma del percorso tout court. Non è una battaglia d’esistenza, ma al parossismo una battaglia di grandezza. Non conta solo esserci, ma conta l’etica che informa il fare. Conta il modo il come il quando. Rivendichiamo e preserviamo un’identità culturale e produttiva, ci riappropriamo di una condizione e di uno stato. Solo in questo modo possiamo difendere e rilanciare una pratica professionale, pesantemente condizionata dal “vuoto” che avanza.

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